Associazione Culturale Amici del Tombolo
Via Algeria 10 S. Margherita Ligure

 

HOME
CHI SIAMO
ATTREZZATURA
CARTINE
I NOSTRI LAVORI
STORIA
MERLETTAIE     NELL'ARTE
LE MOSTRE
TOMBOLI
PIZZI ANTICHI
LINK
I LIBRI
RASSEGNA STAMPA
CONTATTO
STORIA

 

Il merletto a fuselli, detto in Liguria pizzo al tombolo, è un fine lavoro artigianale tramandato per generazioni da madre in figlia. L’esecuzione del lavoro avviene mediante l’intreccio di fili  avvolti attorno a fuselli di legno, in Liguria chiamati “caviglie”, seguendo un disegno prestabilito, riportato su di un cartone e fermato con degli spilli  nei vari passaggi.

Le origini del merletto a fuselli sono incerte, non  è possibile stabilire quando e dove  sia stato inventato, i primi manoscritti sull’argomento risalgono al 1400 e parlano di lavori eseguiti con attrezzi rudimentali (fuselli ricavati da ossa animali e lische di pesce usate come spilli), Molti paesi europei si contendono il merito di aver dato i natali a quest’arte, (la Germania, La Francia, L’Italia, le Fiandre). dalle poche prove scritte che ci restano,  sembra che sia stata proprio l’Italia il primo centro di diffusione, e da qui  poi, per opera dei mercanti veneziani, la tecnica del merletto a fuselli si propagò  negli altri paesi europei.

Riguardo alla sua nascita, esistono molte leggende fantastiche, una delle più belle  è ambientata nella  laguna di Venezia e racconta la storia di Serena, una giovane, fidanzata ad un pescatore. La ragazza  fece con le sue mani una rete da pesca, e la donò al futuro marito, il quale, la prima volta che la  gettò in mare portò a terra una bellissima alga, chiamata dai marinai “trina delle sirene”, perché  ricorda  appunto un pizzo delicato e prezioso. Il ragazzo la regalò alla fidanzata, prima di partire per le crociate.

Durante la sua assenza la fanciulla si dedicò alla lavorazione di una nuova rete da pesca e osservando ogni tanto  l’alga  pensò di  riprodurne il disegno, usando i fili della rete che stava costruendo; provò  in vari modi, finché non le venne l’idea di attorcigliare i fili attorno a dei piccoli piombi.Così nacque il primo merletto a fuselli.

 

Ciò che si suppone sulle origini delle trine  a tombolo è che derivino dalla lavorazione delle passamanerie e dei galloni in oro, e dal ricamo a reticello; la sua diffusione è  avvenuta probabilmente attraverso le vie della navigazione, nei paesi affacciati sul mare o su fiumi o canali navigabili. Per quanto riguarda l’Italia, questa tecnica si instaurò verso la fine del 1400 soprattutto a Milano Genova Venezia Pisa e Napoli.

 

Le merlettaie genovesi, ed in particolare quelle di S. Margherita L., erano considerate fra le più abili e veloci ed i loro lavori venivano spediti in tutto il mondo. Genova divenne famosa soprattutto per il punto  Genova, composto da rosoni, ricchissimi di armellette, foglioline a punto stuoia, che pare siano state inventate proprio dalle merlettaie liguri; le operaie sammargheritesi, si specializzarono soprattutto  nel merletto chiamato a filo continuo, esse imparavano già da piccole a lavorare, e da adulte, sedevano a gruppi di tre o più,  davanti a cuscini  che superavano i  due metri di lunghezza e creavano scialli, tovaglie ed altri capi di grandi dimensioni, usando centinaia e centinaia di fuselli in numero costante, dando vita ad un pizzo senza giunte, e molto resistente.

Nel 1700 e nel 1800, praticamente tutte le donne di S. Margherita L. lavoravano al tombolo, poi col passare del tempo  questa arte venne lentamente dimenticata, danneggiata dalla concorrenza straniera ma  anche dall’avvento  delle macchine tessili, che producevano merletti meno belli ma più a buon mercato. Oggi si assiste  ad un rinnovato interesse nei confronti di questa tecnica, ormai paragonata ad una forma di arte, scuole e associazioni  cercano di  recuperare e portare avanti i punti tradizionali locali.

 

 

Copyright 2015 - Tutti i diritti riservati